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Aritmia cardiaca: quando può diventare pericolosa

Attenzione all’aritmia cardiaca, un nemico del cuore capace di recare gravi danni, anche fatali.

Per aritmia cardiaca si intendono tutte le disfunzioni nella frequenza cardiaca, ossia nel ritmo normale a cui batte il cuore. Tale ritmo è diverso nei bambini e negli adulti, leggermente diverso tra uomini e donne, e può cambiare in base alle proprie patologie e al proprio peso. 

Considerati tutti questi parametri, si tende a considerare la bradicardia come un ritmo più lento del normale, mentre la tachicardia come un ritmo più veloce del normale.


Quali sono le principali cause dell’aritmia?

Se una parte della popolazione mondiale soffre di aritmie congenite, presenti dalla nascita, la maggior parte delle frequenze cardiache irregolari sono causate da abitudini di vita scorrette, quali l’assunzione di alcool o caffè in abbondanza, il fumo, l’obesità. 

L’aritmia può però essere provocata dall’assunzione di alcuni farmaci o da disfunzioni della tiroide, che accelerano il battito cardiaco in maniera sensibile.

Aritmia: sintomi più frequenti

Riconoscere l’aritmia è abbastanza semplice, poiché il paziente in preda a un’aritmia cardiaca avverte un chiaro stato simile all’ansia, accompagnato da dolore al petto, respiro corto, confusione, vertigini o mal di testa, sensazione del cuore che rimbomba e tremolio. 

L’aumento del battito è spesso correlato a forti emozioni quali una gioia, un dispiacere o una paura: in questi casi, l’aritmia è destinata a scemare mano a mano che ci si tranquillizza. 

Non è così, però, quando diventa patologica, e in questo caso non si può lasciare il cuore libero di battere più velocemente senza un controllo, per non incappare in conseguenze anche gravi. 

Tra queste, ad esempio, l’ipertensione arteriosa, ossia un aumento stabile del flusso arterioso da curare farmacologicamente, o la formazione di coaguli nel cuore, una conseguenza ben più pericolosa dell’aritmia. 

Le aritmie che hanno origine nei ventricoli sono le più fatali. Tra queste ricorrono la fibrillazione ventricolare, che se non placata con un defibrillatore può diventare mortale in pochi minuti, e la tachicardia ventricolare, in cui il battito cardiaco è così rapido da non riuscire ad espellere del tutto il sangue.

Quando il cuore non riesce ad espellere completamente il sangue a causa di battiti irregolari, questo sangue si raccoglie in coaguli che, al battito successivo, possono essere espulsi dal cuore e viaggiare per le arterie, rischiando di causare un ictus nelle strette vie sanguigne cerebrali. 

Sottoporsi a visita cardiologica è un ottimo modo per individuare eventuali disfunzioni cardiache e prevenirne le conseguenze.

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