
Fisioterapia
Le Principali Patologie del Gomito: Cause, Sintomi e Percorsi di Cura
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Il gomito è un’articolazione di fondamentale importanza per la mobilità dell’arto superiore, dato che fa da “cerniera” di collegamento tra il braccio e l’avambraccio. Grazie alla sua complessa struttura anatomica (in cui convergono l’omero, l’ulna e il radio, stabilizzati da una fitta rete di legamenti, tendini e borse sierose), questa articolazione ci consente di compiere movimenti precisi di flessione, estensione e rotazione. Proprio a causa della sua incessante sollecitazione nella vita quotidiana, nell’attività lavorativa e in ambito sportivo, il gomito è spesso soggetto a processi infiammatori, sindromi da sovraccarico e compressioni nervose che possono limitare drasticamente la funzionalità della mano e dell’intero braccio.
Presso Fisioterapia D’Arpa a Palermo, l’approccio terapeutico alle patologie del gomito si basa su un’attenta valutazione biomeccanica e clinica. Capire l’origine del dolore è il primo passo per impostare un percorso riabilitativo mirato, che unisce le migliori tecniche di terapia manuale all’utilizzo di tecnologie fisiche d’avanguardia. Affrontare precocemente questi disturbi permette di evitare la cronicizzazione del dolore e di restituire al paziente la piena libertà di movimento nei gesti di tutti i giorni.
L’epicondilite laterale o “gomito del tennista”
L’epicondilite è una delle patologie più diffuse a carico dell’arto superiore e consiste nell’infiammazione e nella progressiva degenerazione dei tendini dei muscoli estensori dell’avambraccio, nel punto esatto in cui si inseriscono sull’epicondilo laterale (l’osso esterno del gomito). La causa principale è rappresentata dal sovraccarico funzionale dovuto a movimenti ripetitivi del polso e delle dita, frequenti non solo nel tennis, ma anche in professioni come l’idraulico, l’imbianchino, il cuoco o chi utilizza molto il computer. I sintomi si manifestano con un dolore acuto sul lato esterno del gomito, che si irradia lungo l’avambraccio e si accentua quando si tenta di afferrare un oggetto, stringere la mano o girare una chiave. Il trattamento fisioterapico prevede l’uso di onde d’urto, tecarterapia, massaggio trasverso profondo dei tendini e un programma mirato di esercizi di allungamento e rinforzo eccentrico guidato.
L’epitrocleite o “gomito del golfista”
L’epitrocleite (spesso definita genericamente come infiammazione del tendine interno del gomito) interessa i tendini dei muscoli flessori, che si inseriscono sull’epitroclea, l’eminenza ossea situata sul lato interno dell’articolazione. La causa risiede in sforzi ripetuti in flessione del polso e pronazione dell’avambraccio, tipici del golf, del lancio o del sollevamento pesi irregolare. I sintomi tipici includono dolore e dolorabilità localizzati sul versante interno del gomito, rigidità articolare e una progressiva perdita di forza nella presa. Il trattamento mira alla riduzione dell’infiammazione e del dolore mediante l’applicazione di terapie fisiche strumentali associate a manipolazioni fasciali e a una graduale rieducazione al carico dei tendini coinvolti.
La sindrome del tunnel cubitale
La sindrome del tunnel cubitale rappresenta una neuropatia da compressione e colpisce il nervo ulnare nel suo passaggio all’interno del canale cubitale, situato dietro l’epitroclea sul lato interno del gomito. La causa può essere legata a microtraumi ripetuti, alla permanenza prolungata con il gomito flesso (come durante il sonno o parlando al telefono) o a variazioni anatomiche del canale. I sintomi iniziali sono caratterizzati da intorpidimento, formicolio e perdita di sensibilità al quarto e quinto dito della mano (anulare e mignolo), accompagnati nei casi avanzati da dolore al gomito e debolezza muscolare nella mano. Il trattamento fisioterapico si focalizza su tecniche di neurodinamica (esercizi di scorrimento del nervo), sull’uso di tutori notturni protettivi e sulla correzione delle abitudini posturali scorrette che alimentano la compressione.
La borsite olecranica
La borsite del gomito consiste nell’infiammazione della borsa sierosa situata sopra l’olecrano, la sporgenza ossea posteriore del gomito. Questa borsa ha il compito di favorire lo scorrimento dei tessuti cutanei sulle strutture ossee durante i movimenti. La causa scatenante è solitamente un trauma diretto (una caduta sul gomito) o una pressione prolungata e continua sulla zona (come l’abitudine di appoggiare i gomiti sulla scrivania). I sintomi sono macroscopici e comprendono un rigonfiamento evidente e fluttuante nella parte posteriore del gomito, arrossamento locale, calore e dolore quando si flette l’articolazione o si esercita una pressione diretta. Il trattamento conservativo prevede il riposo, l’applicazione di ghiaccio, l’uso di bendaggi compressivi e sedute di fisioterapia con laserterapia ad alta potenza per accelerare il riassorbimento del liquido infiammatorio.
La tendinite del bicipite brachiale o del tricipite
Le tendiniti del gomito possono colpire anche le inserzioni distali dei grandi muscoli del braccio: il tendine del bicipite brachiale nella parte anteriore o il tendine del tricipite nella parte posteriore. La causa principale è legata a sforzi muscolari eccentrici intensi e improvvisi o a sollevamenti di carichi eccessivi senza un adeguato riscaldamento. I sintomi si palesano con un dolore localizzato nella piega anteriore del gomito (nel caso del bicipite) o sopra l’olecrano (nel caso del tricipite), che si esaspera durante i movimenti di flessione o estensione contrastata del braccio. Il trattamento fisioterapico si avvale della combinazione di tecarterapia per biostimolare il tessuto tendineo, terapie manuali di rilascio muscolare e un percorso di riatletizzazione progressiva per restituire elasticità alla fibra collagene.
L’ampio spettro di queste condizioni evidenzia come il dolore al braccio possa derivare da strutture biologiche completamente diverse. Una diagnosi differenziale accurata, eseguita mediante l’esame clinico e il supporto di ecografie o radiografie, è indispensabile per strutturare un piano terapeutico di successo.
Come si imposta un percorso di cura efficace per il gomito?
La risoluzione stabile di una patologia del gomito richiede una strategia riabilitativa divisa in fasi logiche e progressive. Nella fase acuta, l’obiettivo primario dei professionisti di Fisioterapia D’Arpa è il controllo del dolore e dell’infiammazione; a questo scopo si utilizzano tecnologie fisiche mirate come la laserterapia, le onde d’urto (particolarmente efficaci nelle tendinopatie croniche e nelle calcificazioni) e la tecarterapia, capaci di stimolare il microcircolo e accelerare i processi di riparazione cellulare.
Una volta superata la fase critica del dolore, il focus si sposta sul ripristino della mobilità articolare e dell’elasticità dei tessuti molli attraverso tecniche di terapia manuale, pompages articolari e stiramenti miofasciali. L’ultima fase, essenziale per prevenire le recidive, prevede l’introduzione di esercizi terapeutici personalizzati di rinforzo muscolare eccentrico e di stabilizzazione propriocettiva dell’intero arto superiore. Questo approccio globale garantisce che l’articolazione non solo guarisca dal danno biologico, ma recuperi la corretta coordinazione motoria necessaria per sopportare i carichi di lavoro futuri.
Se soffri di un dolore persistente al gomito che limita i tuoi movimenti quotidiani o la tua attività sportiva, il team specialistico di Fisioterapia D’Arpa a Palermo è a tua completa disposizione. Contattaci oggi stesso per richiedere una consulenza e iniziare il tuo percorso riabilitativo personalizzato.
FAQ – Domande Frequenti
Come capire se è epicondilite o epitrocleite?
Per distinguere queste due forme di tendinite è necessario analizzare l’esatta localizzazione del dolore e i movimenti che lo scatenano. L’epicondilite provoca un dolore acuto sul lato esterno del gomito che peggiora quando si estende il polso o si afferrano gli oggetti, mentre l’epitrocleite colpisce il lato interno dell’articolazione e il dolore si acutizza quando si flette il polso verso l’interno o si stringe con forza il pugno, come accade nel gesto del lancio o del golf.
Come capire se il tendine del gomito è infiammato?
Un’infiammazione tendinea al gomito si manifesta inizialmente con un dolore localizzato e sordo che compare durante l’esecuzione di specifici movimenti o dopo uno sforzo prolungato. Con il passare dei giorni, la zona può presentare una spiccata dolorabilità alla palpazione diretta, un leggero gonfiore locale, calore cutaneo e una fastidiosa sensazione di rigidità articolare, specialmente al mattino appena ci si sveglia o dopo un periodo prolungato di riposo dell’arto.
Come si chiama la malattia dei gomiti?
In ambito medico non esiste un’unica malattia del gomito, ma il termine racchiude un insieme di patologie dermatologiche, ortopediche o reumatiche che colpiscono questa specifica articolazione. Le condizioni più frequenti sono le tendinopatie (come l’epicondilite e l’epitrocleite), le borsiti (infiammazioni delle borse sierose), le sindromi da compressione nervosa (come il tunnel cubitale) e i processi degenerativi o infiammatori articolari come l’artrosi del gomito o l’artrite reumatoide.
Quali sono i sintomi di un problema al nervo del gomito?
Quando un nervo del gomito, in particolare il nervo ulnare, subisce una compressione o un’irritazione, i sintomi principali includono una sensazione di formicolio continuo, intorpidimento e scosse elettriche che si irradiano dal gomito lungo l’avambraccio fino a colpire il mignolo e la metà dell’anulare. Nei casi più gravi o cronici, il paziente può manifestare anche una progressiva perdita di sensibilità tattile, dolore sordo notturno e una marcata debolezza muscolare nella presa della mano.
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