De Quervain: cause, diagnosi e trattamento

Fisioterapia

Sindrome di De Quervain: il dolore al pollice che blocca i gesti quotidiani

Tempo di lettura stimato 5,5 min.

Indice Articolo

Afferrare una tazzina di caffè, digitare un messaggio sullo smartphone o semplicemente sollevare un bicchiere: sono gesti naturali che diamo per scontati finché un dolore acuto e pungente alla base del pollice non li rende quasi impossibili. La Sindrome di De Quervain, nota anche come tenosinovite stenosante del primo compartimento dorsale del polso, è una condizione infiammatoria che colpisce le guaine dei tendini responsabili del movimento del pollice.

Presso Fisioterapia D’Arpa di Palermo, il team di fisioterapisti professionisti affronta quotidianamente questa patologia, riscontrando come spesso sia il risultato di sovraccarichi funzionali e movimenti ripetitivi che, se non corretti, portano a una cronicità invalidante. Diagnosticare questa infiammazione e risalire alle cause scatenanti è essenziale per ideare un protocollo riabilitativo personalizzato che restituisca piena libertà di movimento alla mano.

Sindrome di De Quervain: cause e fattori di rischio

La causa principale della sindrome di De Quervain risiede nell’attrito eccessivo tra i tendini dell’estensore breve e dell’abduttore lungo del pollice e la guaina sinoviale che li avvolge. Quando questi tendini scorrono ripetutamente all’interno di un canale fibro-osseo stretto, l’irritazione costante provoca un ispessimento della guaina; a sua volta, questo aumento di volume restringe ulteriormente lo spazio di scorrimento, creando un conflitto meccanico doloroso.

I fattori di rischio sono molteplici e spesso legati allo stile di vita moderno. È una condizione frequente nei neo-genitori, a causa del gesto ripetuto di sollevare il neonato (tanto da essere soprannominata “il polso della mamma”), ma colpisce anche chi utilizza intensamente tastiere e dispositivi mobili o chi svolge lavori manuali che richiedono prese di forza e torsioni del polso. Anche fattori ormonali possono giocare un ruolo rilevante, tanto che la patologia è più comune nelle donne, specialmente durante la gravidanza o la menopausa.

Quali sono i sintomi?

Il sintomo principale della sindrome di De Quervain è il dolore localizzato sul lato radiale del polso, esattamente alla base del pollice. Inizialmente, il fastidio può manifestarsi solo durante movimenti specifici di estensione o abduzione del dito, ma con il progredire dell’infiammazione può diventare costante, irradiandosi verso l’avambraccio o verso l’estremità del pollice.

Oltre al dolore, è comune notare un rigonfiamento evidente in corrispondenza del processo stiloideo del radio, dovuto all’edema della guaina tendinea. In alcuni casi, il paziente avverte una sensazione di “scatto” o di attrito crepitante durante il movimento, segno che il tendine fatica a scorrere correttamente. La perdita di forza nella presa e la difficoltà a chiudere il pugno sono segnali che indicano la necessità di un intervento professionale tempestivo per evitare la degenerazione dei tessuti.

Come si diagnostica?

La diagnosi è prevalentemente clinica e si avvale di manovre specifiche estremamente attendibili. Il più conosciuto è il test di Finkelstein: si chiede al paziente di piegare il pollice nel palmo della mano, chiudere le altre dita sopra di esso e inclinare il polso verso il mignolo. Se questa manovra evoca un dolore acuto e intollerabile nella zona del pollice, il sospetto di De Quervain è praticamente confermato.

In alcuni casi, il supporto dell‘ecografia può essere utile per valutare l’entità dell’ispessimento della guaina e la presenza di eventuali setti divisori anatomici che potrebbero complicare il decorso. Una diagnosi differenziale accurata permette, inoltre, di distinguere questa sindrome dalla rizoartrosi (artrosi della base del pollice), che presenta sintomi simili ma richiede un approccio terapeutico differente.

Come intervenire

Il trattamento della sindrome di De Quervain mira inizialmente a spegnere l’infiammazione e a ripristinare il corretto scorrimento tendineo. L’approccio multidisciplinare dei professionisti di Fisioterapia D’Arpa a Palermo integra diverse strategie per favorire l’efficacia del percorso di cura.

Quando si parla di come intervenire su questa patologia, è necessario considerare una scala di trattamenti che va dal conservativo all’invasivo. In prima battuta, la medicina generale può suggerire l’uso di farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) per gestire il dolore acuto, associati al riposo funzionale.

Nei casi in cui la fisioterapia da sola non sortisca l’effetto desiderato a causa di un’infiammazione troppo radicata, l’ortopedico può proporre infiltrazioni di corticosteroidi direttamente nella guaina tendinea per indurre una rapida riduzione del volume dei tessuti. Se, infine, la stenosi della guaina è tale da rendere impossibile lo scorrimento nonostante i mesi di cure, si ricorre alla chirurgia di sbrigliamento, che consiste nell’apertura chirurgica del canale per liberare i tendini.

Tuttavia, la fisioterapia rimane il pilastro centrale del trattamento, poiché è capace di risolvere la stragrande maggioranza dei casi ed evitare la sala operatoria. Il percorso riabilitativo inizia con l’applicazione di un’ortesi specifica (un tutore) che mantiene il pollice in posizione di riposo, riducendo immediatamente lo stress meccanico.

Parallelamente, si sfruttano terapie fisiche strumentali ad alta tecnologia: la laserterapia ad alta potenza e la tecarterapia, per esempio, sono fondamentali per stimolare il drenaggio dei liquidi e accelerare il metabolismo cellulare, riducendo l’edema sinoviale.

Il valore aggiunto risiede, però, nella terapia manuale avanzata. Si eseguono tecniche di mobilizzazione specifiche del carpo e manovre di scorrimento neurale e tendineo (tendon gliding). Questi esercizi mirano a “scollare” le aderenze tra il tendine e la guaina, restituendo fluidità al movimento senza evocare dolore.

Non meno importante è il massaggio trasverso profondo sulla zona steno-infiammata per stimolare il riallineamento delle fibre di collagene. L’ultima fase del percorso prevede l’esercizio terapeutico di rinforzo e, soprattutto, l’educazione ergonomica: insegniamo al paziente come correggere le posture scorrette durante l’uso dello smartphone o nel sollevamento di pesi, eliminando la causa scatenante alla base della sindrome.

Prognosi: si può guarire?

La prognosi per la sindrome di De Quervain è generalmente eccellente, a patto che il trattamento inizi prima che l’ispessimento della guaina diventi fibrotico e cronico. Con un approccio fisioterapico corretto e la collaborazione del paziente nel seguire le norme comportamentali, la stragrande maggioranza dei casi si risolve positivamente nel giro di poche settimane, evitando il ricorso a soluzioni più invasive. Guarire significa non solo eliminare il dolore, ma riappropriarsi della funzionalità della mano senza il timore che il sintomo possa ripresentarsi al primo sforzo.

FAQ – Domande e Risposte

Come si cura la sindrome di De Quervain?

La cura prevede una combinazione di riposo tramite tutore, terapie fisiche antinfiammatorie (come laser o Tecar) e tecniche di fisioterapia manuale volte a ripristinare lo scorrimento dei tendini del pollice.

Perché viene il morbo di De Quervain?

Viene causato da un sovraccarico funzionale dovuto a movimenti ripetitivi del polso e del pollice, tipici di chi lavora molto al computer, dei neo-genitori o di chi svolge attività manuali pesanti.

Come sfiammare De Quervain?

Oltre all’applicazione del ghiaccio nelle fasi iniziali, è essenziale l’intervento fisioterapico con tecnologie specifiche che agiscano in profondità sulla guaina tendinea ispessita.

Quanto dura la sindrome di Quervain?

La durata dipende dalla tempestività dell’intervento; se trattata precocemente con la fisioterapia, i sintomi possono scomparire in 4-6 settimane, mentre i casi trascurati possono richiedere tempi più lunghi o interventi invasivi.

Articoli correlati

  • Fisioterapia in gravidanza: tutti i benefici

  • Rieducazione propriocettiva: l’allenamento dell’equilibrio per prevenire infortuni e cadute

  • Convenzione con il Sistema Sanitario Regionale: come effettuare una visita

  • Rigidità mattutina e indolenzimento: come la fisioterapia combatte i segni del tempo