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Fisioterapia

Lesione del Menisco

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Il ginocchio è dotato di menischi, due piccole strutture in fibrocartilagine a forma di C collocate tra la tibia e i condili femorali, il cui compito è di migliorare la distribuzione dei carichi sulla cartilagine articolare, in modo da attenuarli e, al contempo, garantire la corretta meccanica del movimento.

Quando si incorre una lesione del menisco il ginocchio, quindi, perde la sua integrità meccanica e i vari meccanismi che la regolano entrano in crisi. In pratica, è come se un sassolino si trovasse all’interno di un ingranaggio: l’efficienza diminuisce e, nel frattempo, aumentano sia l’usura, sia il rischio di lesioni più gravi.

Il menisco può lesionarsi in occasione di un movimento banale, così come a seguito di un trauma, per cui rimane pizzicato tra la tibia e il femore e si lacera al pari di un comune pezzo di stoffa.

Nonostante il corpo umano sia sicuramente più efficace e resistente di un qualsiasi ingranaggio meccanico, i menischi hanno una scarsa capacità rigenerativa; ciò significa che, esclusi i casi in cui la lesione è limitata soltanto a un’estremità, è quasi del tutto impossibile che il menisco possa ripararsi da solo. Ecco perché, nella maggior parte dei casi, l’unica soluzione possibile è la chirurgia.

Tipologie di lesione del menisco

Le lesioni a carico del menisco non sono tutte uguali e, a grandi linee, possono essere raggruppate in due macrocategorie:

  • lesioni del menisco di natura traumatica, frequenti tra i giovani e gli sportivi, che prevedono la lesioni di uno o di entrambi i menischi a causa di una sollecitazione abbastanza violenta che supera la massima resistenza del tessuto cartilagineo;
  • lesioni del menisco di natura degenerativa, cioè quando il menisco di lesiona a seguito di un movimento banale ma che, alle spalle, ha un tessuto meniscale fragile e poco elastico.

La lesione può coinvolgere qualsiasi punto del menisco e le rotture a carico del solo corno anteriore sono abbastanza rare. Più comunemente, invece, le lesioni colpiscono prima il corno posteriore e poi si estendono anche al corno anteriore e al corpo centrale. Non è raro che le lesioni comportino anche la rottura dei legamenti, in particolare quando a essere coinvolto è il menisco mediale/interno.

Quali sono le cause della lesione al menisco?

Il menisco è particolarmente sensibile alle forze di compressione unite alle forze torcenti; di conseguenza, la maggior parte delle lesioni del menisco avvengono per via di un trauma da torsione. In particolare, se il trauma avviene quando l’articolazione è ruotata verso l’esterno (extrarotazione) è il menisco mediale a correre il rischio maggiore; altre volte, invece, la lesione del menisco si verifica quando si compiono movimenti di iperflessione o iperestensione, per esempio in occasione di un calcio a vuoto.

Inoltre, non meno importante, bisogna ricordare che le fibrocartilagini meniscali tendono a deteriorarsi con il passare del tempo, perdendo la loro elasticità e diventando più esposte all’usura. Ecco perché negli anziani non è raro che le rotture meniscali avvengano a causa di traumi banali, come quando ci si accovaccia.

Quali sono i sintomi della lesione del menisco?

Quando avviene una lesione del menisco i sintomi principali sono dolore e gonfiore locale. Questi due sintomi, poi, sono spesso accompagnati dal cedimento e dal blocco dell’articolazione, causati dai frammenti di menisco che interferiscono con la normale mobilità del ginocchio. Inoltre, il dolore tende ad aumentare quando si assume la posizione che ne ha causato la lesione.

Più nello specifico, i soggetti che subiscono una lesione meniscale accusano:

  • impossibilità di flettere o estendere del tutto l’articolazione;
  • infiammazione della membrana, che comporta una maggiore produzione di liquido che, a sua volta, va a depositarsi nella cavità articolare;
  • scricchiolio dell’articolazione accompagnato da intenso dolore.

In presenza di uno o più sintomi tra quelli elencati è opportuno recarsi in pronto soccorso.

Come si diagnostica la lesione del menisco?

La diagnosi di lesione del menisco si ottiene tramite analisi clinica. Il medico, quindi, analizza i sintomi riportati dal paziente ed esegue un esame obiettivo per accertarsi che effettivamente ci sia una lesione.

Successivamente, è necessario ricorrere a una serie di indagini strumentali per approfondire l’entità della lesione:

  • la radiografia permette di ottenere informazioni dirette sullo stato di salute del menisco e di escludere la presenza di altre patologie come l’artrosi;
  • la risonanza magnetica, invece, serve per ottenere informazioni dettagliate sullo stato dei tessuti molli, compresi i menischi, e per rilevare eventuali processi degenerativi prima che il menisco si rompa del tutto;
  • l’artroscopia che, pur essendo piuttosto invasiva, è l’unica tecnica che permette di confermare la diagnosi di lesione meniscale.

Dopo aver ottenuto la diagnosi, il medico procede con la prescrizione della terapia più adatta al trattamento della lesione del menisco.

Come si cura la lesione del menisco?

Come già accennato, la capacità rigenerativa del menisco è molto scarsa; ciò significa che, fatta eccezione per le piccole lesioni periferiche, in caso di un forte trauma è quasi sempre necessario ricorrere alla chirurgia. Prima, però, è possibile intervenire tramite rimedi conservativi.

Trattamento conservativo per la lesione del menisco

Il trattamento conservativo è utile nella fase iniziale della lesione del menisco, quando dolore e gonfiore possono essere abbastanza accentuati. Nello specifico, si ricorre al protocollo R.I.C.E.:

  • rest – riposo, inteso come astensione da tutti quei movimenti che possono causare dolore, peggiorare lo stato infiammatorio o comportare la rottura del menisco;
  • ice – ghiaccio, da applicare sulla parte lesionata 4-5 volte al giorno per circa 10-15 minuti consecutivi e soprattutto nelle 24-48 ore successive al trauma;
  • compression – compressione, da eseguire tramite bendaggio finalizzato a ridurre infiammazione e gonfiore;
  • elevation – elevazione, cioè portare l’arto infortunato a un’altezza superiore a quella del cuore per favorire il drenaggio dei liquidi e alleviare dolore e infiammazione.

Al contempo, e solo previa prescrizione medica, è possibile assumere farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) come l’ibuprofene per tenere sotto controllo il dolore.

Se il paziente è ancora giovane, il ginocchio è stabile e non si evidenziano segni di blocco articolare, allora il trattamento conservativo potrebbe anche rivelarsi risolutivo. Al contrario, se il paziente ha già una certa età e all’interno dell’articolazione è presente un frammento di menisco, allora l’asportazione chirurgica è assolutamente necessaria.

Se, invece, la lesione del menisco è di natura degenerativa, quindi non è causata da un evento traumatico, è necessario un periodo di attesa; proprio grazie ai movimenti, infatti, può succedere che le sfrangiature meniscali si limino tra loro facendo scomparire il dolore.

Per quanto riguarda le terapie fisiche, nonostante siano benefiche in merito alla sintomatologia, non hanno alcun effetto sulla risoluzione del problema poiché non riparano il menisco. Riducendo il dolore e alleviando i sintomi, però, possono rivelarsi di grande supporto in una fase iniziale, anche per contrastare la rigidità locale.

Al contempo, anche le infiltrazioni a base di acido ialuronico ad alto peso molecolare possono aiutare la cartilagine a sopportare più facilmente lo stress articolare a seguito di un intervento di meniscectomia totale, poiché lubrificano i due capi ossei, nutrono la cartilagine e favoriscono la funzionalità dell’articolazione.

Trattamento chirurgico per la lesione del menisco

In passato, gli interventi chirurgici destinati alla risoluzione della lesione del menisco prevedevano l’asportazione dello stesso. Oggi, queste tecniche sono state quasi del tutto abbandonate per lasciare posto all’artroscopia che, in presenza di una lesione favorevole, non rimuove ma sutura la porzione di menisco lesionata.

Insieme all’artroscopia, poi, sono state introdotte anche la meniscectomia selettiva, con la quale si asporta solo la parte di menisco lesionata, e la meniscectomia totale, che asporta del tutto il menisco lesionato.

L’artroscopia, che sutura il menisco evitando di asportarlo, è particolarmente indicata quando la lesione al menisco mantiene una certa capacità di autoripararsi. L’intervento, non eccessivamente invasivo, riduce il rischio di complicazioni a medio e lungo termine ma, purtroppo, comporta tempi di recupero piuttosto lunghi e un periodo di riabilitazione intenso.

Riabilitazione post-chirurgica della lesione del menisco

Dopo l’intervento, il paziente deve necessariamente affrontare un periodo di riabilitazione post-chirurgica per riacquistare la mobilità e la funzionalità del ginocchio.

In caso di meniscectomia, quindi di rimozione totale o parziale del menisco lesionato, la riabilitazione è più rapida; dopo la suturazione meniscale, invece, il processo riabilitativo è decisamente più lungo. Nello specifico, il paziente deve camminare con il supporto delle stampelle per almeno 4 settimane e deve attendere 4-6 mesi prima di poter ricominciare con l’attività sportiva.

In questa fase è indispensabile la presenza di un fisioterapista che possa indicare al paziente gli esercizi da svolgere in un’ottica di recupero e rafforzamento, ma non solo: può eseguire tecniche passive per favorire il processo di guarigione e avvalersi di terapie strumentali per rendere più semplice lo svolgimento dell’esercizio fisioterapico.

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