Cisti di Baker - Fisioterapista Palermo

Fisioterapia

Cisti di Baker

Tempo di lettura stimato 6,3 min.

Indice Articolo

Quando si tratta di problemi al ginocchio, è facile coinvolgere anche la cisti di Baker, una sacca piena di liquido che si forma esattamente dietro all’articolazione (tanto da essere conosciuta anche come cisti poplitea).

Solitamente causata da un danno all’articolazione del ginocchio, la cisti di Baker può essere sia asintomatica, sia portatrice di disturbi come dolore, gonfiore e sensazione di rigidità articolare. Nei casi più gravi può avvenire anche una fuoriuscita di liquido contenuto nella cisti.

In base alle cause della sua formazione, la cisti di Baker può essere trattata in modo diverso, più o meno invasivo, riservando la chirurgia solo ai casi più gravi e severi.

Quali sono le cause della cisti di Baker?

La cisti di Baker può avere natura diversa, che si differenzia in origine idiopatica (cisti di Baker primaria) e in origine patologica (cisti di Baker secondaria), cioè provocata da un’altra patologia articolare al ginocchio:

  • cisti di Baker primaria: è tipica dell’età pediatrica, tra i bambini con un’età compresa tra i 4 e i 7 anni, e si forma senza un motivo ben preciso, dato che l’articolazione del ginocchio è perfettamente sana. Si pensa che la causa risieda in un passaggio anomalo del liquido sinoviale dall’articolazione del ginocchio alla borsa poplitea;
  • cisti di Baker secondaria: è diffusa in età adulta, nei soggetti con un’età compresa tra i 35 e i 70 anni, e si forma come conseguenza di un’altra patologia al ginocchio. In presenza, infatti, di disturbi come artrite o lesione meniscale, il ginocchio produce più liquido sinoviale che, accumulandosi, aumenta la pressione all’interno della capsula articolare e si spinge nella borsa poplitea formando, appunto, la cisti.

Tra le patologie che possono aumentare il rischio di cisti di Baker rientrano:

  • artrite reumatoide;
  • osteoartrite;
  • artrite psoriasica;
  • artrite settica;
  • gotta;
  • osteocondrosi dissecante;
  • lesioni dei legamenti;
  • lesioni dei menischi.

Quali sono i sintomi e le complicazioni della cisti di Baker?

Dopo essersi formata, la cisti di Baker comporta in primis la comparsa di una massa, molto simile a un nodulo, posta nella zona posteriore del ginocchio e dura al tatto. Oltre questo, il quadro sintomatologico comprende anche:

  • gonfiore al ginocchio;
  • dolore al ginocchio e, talvolta, al polpaccio;
  • rigidità articolare;
  • movimenti del ginocchio rumorosi.

I sintomi elencati possono essere più o meno gravi e persistenti in base all’entità del disturbo articolare preesistente. In alcuni casi, invece, la cisti di Baker è totalmente asintomatica e per risalire alla causa scatenante può essere utile eseguire una risonanza magnetica.

Se non adeguatamente trattata, la cisti di Baker può comportare alcune complicazioni, prima tra tutte (la più comune) la rottura della sua membrana sinoviale che causa, di conseguenza, la fuoriuscita del liquido interno. Se questo accade, il fluido arriva al muscolo gastrocnemio del polpaccio che, in risposta, sviluppa una protuberanza visibile a occhio nudo e, in alcuni casi, arrossata e pruriginosa.

La rottura della cisti può ricordare, a tratti, la trombosi venosa profonda; di conseguenza, è opportuno accertarsi della natura della protuberanza, soprattutto perché la tromboflebite è molto più pericolosa della cisti di Baker e richiede un trattamento immediato e specifico.

Infine, esistono altre complicazioni, molto più rare della semplice rottura della membrana sinoviale:

  • infezioni, provocate da Streptococcus pneumoniae, Candida albicans, tubercolosi e brucellosi;
  • emorragia, nei soggetti con emofilia (quindi predisposizione al sanguinamento);
  • pressione della cisti sui nervi peroneo e tibiale;
  • calcificazione della cisti.

Come si ottiene la diagnosi di cisti di Baker?

Diagnosticare una cisti di Baker è possibile anche a occhio nudo, dato che basta osservare la tumefazione posta dietro al ginocchio e illuminarla per notare il fluido contenuto al suo interno. Tuttavia, in presenza di dubbi, è possibile ricorrere a due esami strumentali molto efficaci:

  • ecografia, che consente di capire se si tratti di una cisti di Baker o di una massa solida di diversa natura;
  • risonanza magnetica nucleare, che permette di localizzare la cisti e di ottenere informazioni più dettagliate sulle sue caratteristiche interne.

I due esami, inoltre, consentono anche di escludere la presenza di un tumore e di compiere una diagnosi differenziale, in modo da capire se possa trattarsi di altre patologie con sintomi simili.

Come si cura la cisti di Baker?

Il trattamento terapeutico della cisti di Baker dipende dalla sua natura: se si tratta di una conseguenza di un’altra patologia preesistente, infatti, bisognerà intervenire più su questa che sulla cisti in sé.

In presenza di una cisti di Baker asintomatica si può anche non intervenire, poiché spesso tende a riassorbirsi autonomamente senza richiedere alcun trattamento; è il caso dei bambini e degli adolescenti che presentano articolazioni perfettamente sane.

Nei pazienti, invece, affetti da artrite o altri disturbi che predispongono alla formazione di cisti, è necessario intervenire con un trattamento terapeutico mirato, dato che la condizione tende a peggiorare. La terapia in questione di prefigge due obiettivi specifici: alleviare i sintomi e limitare i danni articolari del ginocchio. Se ciò non funziona, allora non resta che ricorrere alla chirurgia.

Per alleviare i sintomi causati dalla cisti di Baker si possono adottare diversi rimedi, tutti caldamente consigliati dagli specialisti del Poliambulatorio D’Arpa di Palermo:

  • indossare calze o fasciature compressive, che riducono il gonfiore e prevengono la rottura della cisti;
  • assumere farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), per ridurre l’infiammazione e alleviare il dolore;
  • applicare ghiaccio sulla zona interessata, con lo scopo di diminuire gonfiore e dolore, più volte al giorno e per circa 15-30 minuti consecutivi;
  • usare le stampelle, per ridurre il peso sull’arto interessato;
  • seguire un percorso di fisioterapia, che permette di rinforzare i muscoli e renderli più elastici con lo scopo di limitare i danni all’articolazione.

In particolare, presso il Poliambulatorio D’Arpa di Palermo, i pazienti affetti da cisti di Baker possono usufruire della Chelt Therapy: si basa su un dispositivo appositamente progettato a supporto della laserterapia e della crioterapia che, aumentando temporaneamente la temperatura locale, permette di rilassare i muscoli e di alleviare la sintomatologia in corso. Il dispositivo Chelt è personalizzabile, il che consente al medico di impostare i parametri a seconda delle esigenze del paziente e della patologia da trattare. Ovviamente, prima di iniziare il trattamento, lo specialista esegue tutti gli accertamenti del caso per valutare se effettivamente la Chelt Therapy sia effettivamente indicata.

In presenza, poi, di danni pregressi all’articolazione del ginocchio, il trattamento della cisti di Baker cambia ulteriormente; in questi casi è necessario adottare delle contromisure che riducano l’infiammazione e la produzione in eccesso del liquido sinoviale tramite:

  • iniezioni di corticosteroidi, per diminuire l’infiammazione;
  • aspirazione del liquido sinoviale direttamente dalla cisti;
  • riposo, almeno in una prima fase iniziale;
  • cure specifiche, in artroscopia, delle artriti e/o delle lesioni meniscali e legamentose.

Infine, se la cisti di Baker diventa troppo grande e il dolore si fa insopportabile, allora non resta che l’intervento chirurgico, che può essere eseguito seguendo due approcci diversi:

  • artroscopia, un metodo poco invasivo, che rimuove il liquido sinoviale in eccesso presente all’interno della cisti;
  • recisione della porzione anatomica occupata dalla cisti di Baker, un metodo sicuramente più invasivo al quale si ricorre quando l’artroscopia non dà i risultati sperati.

Dopo l’intervento è sempre consigliato seguire un percorso di riabilitazione fisioterapica.

Dopo quanto tempo guarisce la cisti di Baker?

I tempi di guarigione in presenza di una o più cisti di Baker sono estremamente variabili: un paziente giovane, così come un bambino, si ristabiliscono in fretta e senza dover ricorrere a trattamenti specifici; un paziente adulto, invece, soprattutto se affetto da disturbi articolari al ginocchio, necessita di cure mirate e, talvolta, della chirurgia. É chiaro, quindi, che le prognosi sono nettamente differenti e che la guarigione se nel primo caso si ottiene velocemente, nel secondo caso richiede sicuramente più tempo.

Articoli correlati

  • Elettrostimolazione: usi ed efficacia in fisioterapia

  • Lesione della cuffia dei rotatori

  • Radarterapia: principali applicazioni terapeutiche

  • Diadinamica: utilizzo e benefici in fisioterapia